Il cinema civile

 

Il cinema civile esprime uno stato dell'animo, della mente e dell'agire non violento, rispettoso e solidale verso i diritti di tutti gli esseri viventi e dell'ambiente. È adesione agli ideali di emancipazione e riscatto personali e collettivi, simpatia per ogni forma di diversità , indignazione per l'indifferenza e i pregiudizi, amore per i “perdenti” e per l'utopia delle fiabe, considerazione per l'aspirazione alla felicità e il bisogno di assoluto, denuncia delle ingiustizie .

Il cinema civile , quindi, corrisponde ad un cinema d'impegno , a sfondo umanistico .

L'opera d'arte ha il merito di coinvolgere maggiormente rispetto alla semplice notizia giornalistica. La mente umana, che con difficoltà riesce a comprendere tragedie che magari riguardano migliaia di persone, grazie alla creazione e allo spunto forniti da un regista o comunque da un artista, può commuoversi per il singolo caso, emblematico di molti altri.

Il cinema, inoltre, permette di confrontarsi anche con realtà lontane dalla nostra vita di tutti i giorni, affrontate da prospettive per noi inusuali. È il caso, ad esempio, di alcuni film stranieri che sanno portarci in paesi e culture lontane per farci conoscere situazioni e punti di vista che altrimenti non avremmo mai avuto occasione di vivere. Ma è anche il caso di tanti film su temi che stimolano il pensiero critico, come ad esempio quelli sulla pena di morte; questi film spesso, con le emozioni che riescono a suscitare, valgono molto di più di qualsiasi dissertazione tecnico-giuridica sull'ingiustizia di questa pena estrema.

[liberamente tratto dall'Introduzione e dalla Premessa al testo di Cristina Balzano, Cento anni di cinema civile. Dizionario cronologico tematico , Editori Riuniti, Roma 2002]